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Castello dei Marchesi di Clavesana

CastelloL’attuale castello, sito vicino alla Chiesa parrocchiale, luogo da cui domina tutta la vallata, fu costruito nell’ultimo quarto del XVII sec. Dopo la distruzione da parte dei Savoia della precedente residenza del XII sec. Che dominava dall’alto il paese e di cui rimangono solo parte delle mura.

A pianta quadrangolare, il castello è dotato di quattro garitte di avvistamento e guardia in corrispondenza degli angoli al primo piano.

Tutt’attorno è ancora presente un fossato, ma il ponte levatoio originale è stato sostituito da una scalinata in pietra.

Il bel portale reca la scritta “NEC SILENTIO TRANSEUNDA” che indicava la necessità di conoscere la parola d’ordine per accedere alla residenza, considerata una dei più importanti esempi liguri di palazzo-fortezza.

A sinistra dell’entrata sono visibili tracce di un’apertura secondaria, un portale in pietra impreziosito dall’immagine di una ghianda con le foglie di quercia, stemma del paese.

CastelloOltre il portone si apre un  vestibolo decorato da medaglioni, stemmi e ritratti degli Aleramo, fra i signori più antichi del castello. Tutte le sale del palazzo hanno mantenuto nel corso dei secoli un’autenticità pressoché intatta. Tra gli spazi degni di nota si ricordi la stanza che ospitò San Leonardo di Porto Maurizio e le antiche prigioni.

Si racconta che il marchese trovò rifugio da una ribellione popolare in presunti passaggi sotterranei, in seguito all’usanza dello “Jus primae noctis”.

Un importante progetto di recupero è tutt’ora in atto per rivalorizzare le vecchie vigne di Ormeasco del Castello, il cui primo esemplare fu piantato a Rezzo dai Marchesi Clavesana nel XIV secolo.

Nelle cantine del castello riposa l’ultima invenzione dell’azienda Deperi: il “Metodo Classico” di uva Pigato.

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